Sempre più donne nell’informatica e nel digitale

Intervista a Marcella Tincani, ingegnere informatico, in Energee3 dal 2018.

Ciao Marcella, grazie per averci concesso questa intervista. Parliamo un po’ di te. Cosa ti spinse, terminate le scuole superiori, a scegliere una facoltà come Ingegneria informatica?

Alle superiori ho frequentato il Liceo scientifico, e per quanto assurdo possa essere non ho mai fatto nemmeno un’ora di informatica. A distanza di molti anni ho capito che mi piaceva molto lavorare con i dati e classificarli, cercare informazioni di qualunque tipo e per qualunque scopo purché si utilizzasse il computer. Prima dell’università non avevo mai visto un codice sorgente, il sistema binario non sapevo nemmeno cosa fosse, tutte cose che ho imparato dopo. Scelsi Ingegneria Informatica perché nel mio futuro mi vedevo a lavorare con i computer. Non mi era esattamente chiaro in cosa mi sarei specializzata, ma il fatto che fosse un campo così multidisciplinare ha giocato a mio favore. È stato un bel percorso di studi, lo ricomincerei domani.

Dopo la laurea com’è stato l’impatto con il mondo del lavoro? Assomigliava a ciò che ti aspettavi o fu diverso?

Inizialmente l’impatto è stato forte. Ero abituata al mondo accademico, al rigore scientifico, alla ricerca e alla sperimentazione con le tecnologie più avanzate. In azienda invece prevale il pragmatismo, ma la soddisfazione di riuscire a svolgere bene il proprio lavoro nonostante le difficoltà è sempre molto gratificante.

In Energee3 di cosa ti occupi?

Faccio parte del centro di competenza Python. Più nello specifico mi occupo dello sviluppo software di applicativi per un importante cliente nel settore moda. Si tratta di un’attività eterogenea che mi permette di apprendere molto su diverse fasi di progetto: dalla specifica dei requisiti, alla progettazione, allo sviluppo vero e proprio fino all’interazione con l’utente finale e alla manutenzione del codice e degli applicativi. Da qualche tempo mi occupo anche della parte di accounting, ed è per me un’opportunità importante.

A proposito di accounting, per dialogare e comprendere bene le esigenze del cliente, quali tecniche e accorgimenti utilizzi?

Mi interessa capire il contesto in cui si inserisce il cliente, la storia aziendale, la mission, tenermi aggiornata sulle novità del settore. Altro aspetto fondamentale è mantenere un contatto continuo con i colleghi di altri gruppi di lavoro e dei centri di competenza, in particolare con la Ricerca e Sviluppo per capire cosa proporre in base alle esigenze del cliente. Inoltre, ho capito l’importanza della comunicazione a tutti i livelli, verbale, paraverbale e non verbale, anche questo è un aspetto che sto cercando di curare molto. Una buona comunicazione interpersonale non è mai affidata al caso e non è un talento innato, c’è sempre tanto lavoro dietro.

In questi ultimi anni sono nate, in Rete e nella società, numerose iniziative volte a evidenziare non soltanto le competenze ma anche le soft skills delle donne. Riscontri anche tu, nel mondo digitale, un nuovo protagonismo al femminile?

La percentuale di presenza femminile in questo settore è ancora troppo bassa rispetto a quella maschile. Le iniziative per avvicinare le giovani ragazze a questo mondo sono in crescente aumento e di sicuro qualche miglioramento rispetto al passato è evidente. Il fatto che i programmi scolastici, fin dalle scuole elementari, siano stati arricchiti con materie informatiche non può fare altro che migliorare questa situazione. Sono fermamente convinta che il numero di donne che sceglieranno una carriera nell’informatica e nel mondo digitale è destinato a crescere, gradualmente, ma succederà.

Oggi in Italia c’è un fabbisogno di quasi 100mila lavoratori nel digitale, ma mancano le competenze formate. Le lauree STEM rappresentano la porta d’accesso principale? Cosa consiglieresti ad un giovane appena diplomato?

Ad un giovane appena diplomato che vede nell’informatica il suo futuro, consiglierò sempre Ingegneria Informatica, perché non si tratta solo di un percorso di studi, ma è di più. È un corso molto teorico, ma anche abbastanza pratico. È una visione multi prospettica su ogni cosa, difficile da definire a parole. Le lauree STEM sono la porta d’accesso principale e sicuramente sono le più complete, l’informatica è un campo multidisciplinare e non preclude nessuno. Tuttavia, si basa su solide fondamenta scientifiche, concetti e conoscenze che non si possono sottovalutare. Bisogna essere attenti ed essere pronti ad arrivare sempre alle situazioni il più preparati possibile. È la scelta migliore che si possa fare.

In quale mondo vivremo fra una decina d’anni? La trasformazione digitale cambierà davvero, in meglio, le nostre vite?

Sì, non ci sono dubbi. Già da tempo, l’Intelligenza Artificiale non sta più cercando di simulare il comportamento umano, è andata oltre e lo sta migliorando. È confortante il fatto che il governo abbia deciso di dare impulso alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica nel nostro Paese, ma non basta; bisognerebbe investire di più nella ricerca perché ci permette, tra le altre cose, di dialogare con realtà più all’avanguardia rispetto alla nostra. La trasformazione digitale cambierà il nostro rapporto con la Pubblica Amministrazione. Si parla molto anche di inclusione: l’accesso ad Internet deve essere il primo passo, anzi un diritto. Alla conferenza di apertura dell’ultima Milano Digital Week il ministro Vittorio Colao ha detto che l’innovazione digitale ha una caratteristica unica, quella di essere potenzialmente un grande equalizzatore di differenze. Permette cioè di chiudere dei grandi gap: territoriali, sociali, di competenze. E di sceglierci la vita che vogliamo vivere.

 

(intervista di Alberto Grossi)