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Happy birthday, Mr. Cobol

Caratteristiche e curiosità di un linguaggio informatico nato 60 anni fa e ancora molto diffuso.

Fu progettato a partire dal 1959, ma nacque ufficialmente nel 1961. Parliamo di COBOL, acronimo di COmmon Business-Oriented Language. Ovvero, linguaggio comune orientato alle applicazioni commerciali. Utilizzato principalmente nei sistemi aziendali, finanziari e amministrativi di aziende e governi, è diffuso al punto che ogni anno si stima vengano scritte 5 miliardi di nuove righe di codice.

 

Gli applicativi Cobol piacciono per la loro stabilità. Fino al 2013 sono stati alla base del funzionamento dei Bancomat e dell’operatività di molte banche e assicurazioni. Non solo: dobbiamo ringraziare Cobol se per anni i nostri telefoni cellulari hanno funzionato.

 

Venne sviluppato da un team di lavoro con persone provenienti dell’industria e altre da agenzie governative degli Stati Uniti allo scopo di creare un linguaggio di programmazione adatto all’elaborazione di dati commerciali. La leggendaria Grace Murray Hopper ebbe un ruolo primario nello sviluppo e nella progettazione del linguaggio. A lei si deve anche l’invenzione del termine “bug” riferito all’informatica: una falena si bloccò nel suo computer Mark II e lei scherzò sul fatto che avrebbe dovuto “rimuovere i bug”.

 

Secondo Reuters, sono circa 220 miliardi le righe di codice Cobol tuttora in uso oggi, segno di una bella vitalità. Per i futuri programmatori, Cobol è un valido pass per il mondo del lavoro, basti pensare il 90% delle aziende presenti nella graduatoria Fortune 500 (raccoglie le 500 società più importanti e potenti al mondo) utilizza ogni giorno il Cobol. Come per ogni successo che si rispetti, non tutti lo amano. Edsger Dijkstra, scienziato informatico e vincitore del premio Turing, una volta disse: “L’insegnamento del Cobol deve essere inteso come un reato”.